Ahi, ahi, che male!
Gennaio-Febbraio 2012
È capitato a tutti, prima o poi.
Il male è entrato nella nostra vita, non come fatto esterno che ci ha coinvolti, ma come esperienza conseguente a una scelta fatta, inizialmente buona, apparentemente interessante e affascinante: il ginocchio sbucciato dopo aver scelto un percorso accidentato (ma… così bello!); il ditino infilato nella presa della corrente, nell’insopprimibile gusto dell’esplorazione; la scottatura o il bernoccolo per non aver prestato la giusta attenzione alle piccole insidie domestiche, prontamente additate dalla nonna come “tavolo cattivo”, colpevoli di essere lì (da sempre!) e degne di essere castigate al nostro posto.
Quante volte “ci siamo fatti la bua”…!
Come quando, già un po’ grandicelli, ci hanno lasciati soli a casa, per non più di un’ora, il tempo per fare la spesa… il tempo sufficiente per andare a vedere cosa conteneva quel vaso di ceramica, a cui la mamma teneva tanto, messo in alto sul mobile del salotto. Un po’ di polvere a renderlo scivoloso e l’equilibrio precario erano bastati a farne, in pochi secondi, un insieme di cocci spigolosi. E, puntuali come un orologio svizzero, mamma e papà, di ritorno dal supermercato.
Ci sembra ancora di vederli, quegli occhi severi, velati da un po’ di delusione; e, mentre eravamo lì, immobili, incapaci di dire qualsiasi cosa, pronti a ricevere la sacrosanta sgridata e – non si sa mai – un sano scappellotto, ci siamo sentiti dire, con la voce rotta dalla preoccupazione e da un po’ di rabbia «Potevi farti male!».
Eccolo, il peccato: andiamo a ficcarci in avventure che, alla fine, costituiscono per noi qualcosa di pericoloso; e qualcuno (genitori, parenti, amici… e Gesù, “amico numero 1”) ci ha anche messi in guardia… ma non può eliminarli, questi pericoli! E così, finiamo per farci male e, pur riconoscendone la negatività, non riusciamo a evitarli, a non ripeterli.
La cosa più curiosa è che in queste situazioni ci aspettiamo, almeno, una lavata di capo… e invece scopriamo che, per Dio, più ancora del male che abbiamo fatto, è doloroso vedere il male che ci facciamo.


Sui tuoi passi gennaio 2012 - Ahi, ahi, che male!