Poche chiacchiere più parola - Vertigini Stampa E-mail
Scritto da fra Roberto Pasolini   

Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. cf. Gv 6,1-13

pag_03_shutterstock_78908269Il sole se n’è andato a riposarsi dietro le colline della Galilea. Una grande folla, radunata attorno al Maestro per ascoltare la sua voce, ha perso la cognizione del tempo. «Siamo alle solite!», pensano i discepoli, visibilmente preoccupati per l’ennesima cena che stanno per saltare. Gesù si accorge dell’agitazione che serpeggia tra i suoi, e si mette a giocare un po’ con la loro fede, ancora acerba. Fingendo di non avere in mano la situazione, chiede a Filippo se ha qualche idea per sfamare questa incalcolabile raduno di gente. In realtà il Signore ha già pensato di compiere un segno prodigioso, ma vuole mettere alla prova i discepoli, coinvolgendoli. Filippo alza gli occhi verso la folla: è un numero spaventoso. Filippo si sente piccolo. E inizia a fare i conti. 

Quante volte, anche noi ci troviamo in questi stessi panni. All’improvviso, di soppiatto, la realtà ci rivolge domandi più grandi delle risposte che siamo capaci di dare frugandoci le tasche. E proviamo paura, disagio, voglia di scappare. Oppure tentiamo di cavarcela con un pizzico di sano realismo. 

Filippo esamina, riflette, fa i conti, quindi presenta a Gesù l’esito della sua analisi: missione impossibile! «Maestro questa volta hai toppato. Se anche ci mettessimo a lavorare per tre settimane di fila, non riusciremmo a sfamare questi cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. Abbiamo solo cinque pani e due pesci!».

Già è vero: cosa siamo noi di fronte al mondo e alla sua fame? Cosa ci illudiamo di fare per questo questa difficile realtà in cui viviamo? Saziarla? Cambiarla? Ma figuriamoci! Filippo ha proprio ragione. Certe sfide che il cielo ci lancia sono di gran lunga superiori alle nostre forze. Gesù passa in rassegna i suoi seguaci con un silenzioso sorriso. Poi taglia corto. «No problem! Quello che abbiamo è sufficiente. Fateli sedere!». Una miracolosa catena rende in pochi istanti tutti sazi e felici: i discepoli danno a Gesù e Gesù alla folla.Adesso anche il gruppo dei Dodici sorride. E capisce. Fino a quel giorno non sapevano di essere chiamati a sfamare altri anziché a provvedere, come sempre, alla lunga lista dei propri bisogni. Ignoravano che la loro vita potesse essere “cibo” da offrire e non solo “bocca” da riempire.

Anche a noi Dio regala speranza così. Facendoci provare le vertigini, di fronti a passi impossibili.Per poi guardarci con incrollabile fiducia, dicendo al nostro cuore: «Insieme possiamo fare cose grandi!». 

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