| Ma chi me lo fa fare? |
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| Scritto da Francesca, 25 anni | |||
Un minimo di timore di fronte al futuro è normale; c’è, però, una certezza, che ci dà la forza di buttarci, affidandoci: Dio è con noi.
E allora mi chiedo: noi giovani come dobbiamo porci di fronte a questa realtà e alla luce della nostra fede in Cristo? Sicuramente, non voglio essere una spettatrice indifferente a quello che accade intorno a me; non voglio acquisire l’abitudine di chiudere il mio cuore di fronte alla sofferenza, alle ingiustizie sociali, a tutto ciò che in questo strano mondo non va. Vorrei rimboccarmi le maniche, agire e non stare a guardare, e affrontare le decisioni che ogni giorno devo prendere con uno sguardo sereno, speranzoso. Già, fin qui belle parole, ma chi me lo fa fare di rischiare tutto se poi gli esiti sono quello che sono, se poi il mondo continuerà ad andare male? La speranza a cui mi riferisco non è un’ingenua e puerile convinzione che le cose andranno bene, che il male non accadrà mai a noi, come se vivessimo in un mondo incantato. Non si tratta di indossare dei paraocchi, che impediscono di vedere quanto sia difficile vivere. Al contrario bisogna esserne consapevoli, e inoltre è normale e ragionevole provare una qualche forma di timore di fronte al futuro. Accanto a questa consapevolezza, però, ve ne è un’altra, ancora più grande e che ci dà la forza di buttarci, affidandoci: lui è con noi. Potrebbe sembrare una frase fatta, una panacea per tutti i mali, ma è la conclusione a cui sono arrivata partendo dalla mia personalissima esperienza: a volte, se le cose non vanno come pensiamo, se non otteniamo gli oggetti dei nostri desideri, spesso dopo qualche tempo ci rendiamo conto che le cose hanno acquisito un senso nuovo, una nuova luce; e gli eventi acquisiscono una nuova luce proprio se li guardiamo in una nuova ottica, più cristiana. Non a caso, Gesù ci insegna a pregare rivolgendoci al nostro Padre e chiedendogli che sia fatta la sua volontà. Se ci impegnamo nella nostra vita con questa consapevolezza, se ci butteremo allora sì, forse cadremo, ma ci sarà lui a sorreggerci.
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La sfiducia nel futuro e la rassegnazione sono sentimenti che caratterizzano i giovani di oggi, anno 2011: le prospettive che la vita ci offre sono poco confortanti, sia dal punto di vista lavorativo che da quello affettivo.
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