Poche chiacchiere più parola - Eletti Stampa E-mail
Scritto da fra Roberto Pasolini   

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù. (Mt 1,18-21.24-25)

pag-03---shutterstock_4770019Quando Dio elegge qualcuno, la terra trema. Sotto i piedi - senz’altro - ma anche, soprattutto, in fondo al cuore. 

Maria era già stata scelta. L’angelo le aveva portato una inaudita proposta da leggere, comprendere e sottoscrivere. La piccola serva del Signore aveva tremato, chiesto spiegazioni. Alla fine, dopo aver fatto un grande respiro, aveva detto: «Sì, ci sono». 

Ora, invece, era il suo turno di elezione, il suo momento di credere che “nulla è impossibile a Dio”. Ora toccava a lui, suo fidanzato, riconoscere i segni della chiamata di Dio dietro lo scandaloso velo di una bizzarra realtà: Maria? Incinta? Giuseppe si corica pensieroso sotto il cielo della Palestina trapuntato di stelle. Quelle che avevano già strizzato gli occhi ad Abramo, tenda della prima alleanza tra Dio e l’umanità. Il suo cuore è tutta agitazione. Non sa che pensare, cosa credere, cosa fare. È notte fonda nei suoi affetti di uomo, fidanzato, figlio di Israele. Dio lo sta cercando in fondo a una solitudine. Là dove la libertà è capace di dispiegarsi fino al cielo. 

Non può che essere così quando Dio sceglie di fare nuove tutte le cose. E di farlo non senza di noi. I nostri piccoli, provvisori punti di riferimento saltano per aria. L’elezione di Dio sovverte i progetti, riscrive tutte le pagine già segnate ad appuntamento della nostra agenda. Ci sono cose nuove da compiere e far venire nella realtà. E, questa volta, tocca a noi. Il cielo bussa alla nostra porta.

Poi, all’improvviso, l’incubo si trasforma in sogno. Il Signore annuncia a Giuseppe che in questa strana realtà, da accettare più che da capire, c’è il suo zampino. È giunto il momento di mantenere le promesse di alleanza fatte ad Abramo, a Davide e alla sua discendenza. Il tempo è maturo per regalare al mondo il Messia che salverà il suo popolo dai suoi peccati. Serve però una coppia di fidanzati, è necessaria l’accoglienza di una famiglia. Perché Dio vuole salvarci solo così: essendo con noi e come noi. Questo, infatti, sarà il nome del Cristo: Emmanuele, Dio con noi. Giuseppe ora è davvero senza parole. Sono loro la coppia eletta. È lui che farà da padre al Signore del cielo e della terra, che insegnerà al Dio cucciolo a diventare figlio dell’uomo.

Non sembra necessario temere, perché è un’opera di Spirito santo, con garanzia illimitata. Così dice l’angelo. Così crede Giuseppe. Pensando che un’elezione fatta di poche, immense parole in fondo può bastare. Perché se Dio c’è, se il suo Spirito è con noi, allora anche noi possiamo esserci.

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