| Musica & parole - Fino in fondo |
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| Scritto da fra Giorgio Rizzi | |||
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Prima soli e felici di esserlo e poi “maledettamente” soli e fragili: ed è strano trovarsi così, in una stanza, con la netta sensazione di essere insufficienti, incompleti, sbilanciati, senza un centro ma con la precisa consapevolezza di ciò che manca. È strano perché non ci siamo abituati, non ci siamo mai allenati alla mancanza e alla necessità, soprattutto a quella che viene da dentro e che non possiamo affrontare se non con un aiuto “esterno”. E non parlo solo di “compagnia” perché quella può venire dalle persone più svariate e sbagliate; parlo di quel patto, segreto ma così nitido e chiaro al cuore, che stringiamo con l’unica persona della quale veramente ci fidiamo, quella che non ci abbandonerà mai qualunque cosa succeda. Perché, se nell’abbondanza abbondano anche gli amici, è nella necessità che si scoprono gli amici veri, i compagni di strada che silenziosamente e a modo loro ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Un’alleanza trova senso nel momento del bisogno: Pau, il cantante dei Negrita, ha scritto questa canzone dopo la scoperta della malattia della moglie… il resto è scritto nelle righe di questo “patto” in musica…buon ascolto! Negrita, Brucerò per te Che cos’ero intorno a vent’anni? tiravo sassi alla tua finestra E ora, amore, dopo una vita Brucerò per te Davanti a te un plotone schierato Primavera, festa del mondo E brucerò per te E la Luna pensa per sè E brucerò per te Amica cara, amica speranza Corri più della paura
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Metà della nostra esistenza passa con l’obiettivo di dimostrare a noi stessi e al mondo che siamo maturi, autosufficienti, autonomi, in grado cioè di badare a noi stessi e alle nostre cose senza bisogno di nessuno; ed ecco che sul più bello inizia l’altra metà, quella in realtà più difficile e complicata, quella che rimette tutto in gioco, quella cioè che trascorriamo in cerca dell’alleato o alleata con il quale finire i nostri anni in pace e serenità.
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