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Scritto da Lucia, 22 anni   

“L’amore è un verbo, non un sostantivo. Non è una cosa stabilita una volta per tutte, ma si evolve, cresce, sale, scende, si inabissa, come i fiumi nascosti nel cuore della terra, che però non interrompono mai la loro corsa verso il mare”. (A.D’Avenia)

pag-09---shutterstock_83496367L’uomo è un essere relazionale. La sua origine più profonda è l’amore, non un amore solitario, ma condiviso tra due persone. Noi nasciamo proprio da un atto d’amore tra nostro padre e nostra madre e questo ci fa desiderare di avere anche noi qualcuno vicino, qualcuno da amare. 

La vita di ciascuno è ricca di relazioni: quelle più primitive con i genitori, i fratelli e le sorelle, quelle con gli amici e le relazioni d’amore. Questo perché, dentro il nostro cuore, sentiamo il forte desiderio di condividere la nostra vita, il nostro tempo, le esperienze che viviamo con qualcuno. Siamo sempre alla ricerca di sorrisi e braccia che ci accolgano e che ci accompagnino. Gli altri sono una ricchezza, un dono che rende viva, vera e completa la nostra esistenza. Senza di loro sarebbe dura affrontare la sofferenza, che caratterizza i nostri giorni: infatti, spesso abbiamo bisogno di qualcuno che asciughi le nostre lacrime e che in silenzio ci dica che andrà tutto bene. Senza gli altri anche le gioie più belle sarebbero incolori, senza vita. I rapporti sono il sale della vita, danno gusto e sapore a ciò che facciamo, che altrimenti resterebbe vuoto. L’amore di cui siamo fatti e che ci è stato messo nel cuore, ha bisogno di essere versato nel cuore di un altro.

Ma è possibile oggi, costruire rapporti veri? Legami duraturi e costanti? E come costruire relazioni profonde? Qualcuno risponderebbe che è impossibile, perché oggi i giovani sono immersi “nell’era dei social network”, in cui creano legami fatui, passeggeri, distaccati.

Oggi si va sempre più perdendo il contatto reale, concreto con qualcuno che ci faccia sentire vivi e con cui condividere la vita: ci si “chiude” nel proprio e solitario universo virtuale senza condividere più la bellezza dello stare insieme, del condividere “occhi negli occhi” con le persone che abbiamo accanto

Si, forse oggi la vita sta prendendo questa piega, ma come in tutte le cose ci sono tante pieghe e sfumature diverse. Ci sono ancora giovani, che pur utilizzando facebook per comunicare, per mantenere contatti, si buttano nel grande universo delle relazioni, giovani con la voglia di costruire amicizie e rapporti amorosi veri, vitali. Costruire legami veri però richiede fatica e spesso comporta sofferenza. Come diceva l’autore de “Il piccolo principe”, «addomesticare» vuol dire creare legami. Ma per addomesticare c’è bisogno di fedeltà e di paziente ritualità fatta di gesti.  Nell’amicizia e nell’amore, bisogna essere fedeli, dedicare tempo all’altra persona, in una ritualità che consolidi e renda sempre vivo e nuovo quel rapporto. Nei rapporti veri, si cammina insieme in una stessa direzione. L’altro non diventa la fonte della nostra felicità, ma un compagno di viaggio prezioso con cui condividere le gioie e le fatiche della vita di tutti i giorni e con cui camminare verso la felicità. Noi abbiamo bisogno di sentire l’altro vicino e presente per stare bene, per sentirci completi, ma prima di tutto dobbiamo stare bene noi stessi. Se non ci amiamo, non riusciremo mai ad amare l’altro.  Stare vicino vuol dire proprio “poco distante”, significa che l’altro sarà sempre ad una certa distanza da noi, che ci permetterà di non sentirci mai soffocati e di non soffocare o sostituirel’altro. Come quando guardiamo un bel quadro, abbiamo bisogno di stare a una certa distanza per vederlo bene, per cogliere la bellezza di tutti i suoi particolari, così come nei legami che instauriamo.

Amare è proprio condividere la vita con tutto ciò che comporta e rinnovare e dire sempre, ogni giorno il proprio sì nelle relazioni con le persone che amiamo.

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