| Non facile, ma felice |
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| Scritto da Sr. Sonia Pellegrinelli | |||
Questo “sì” passa attraverso un’umanità che sempre più mi appassiona e mi prende, regalandomi la gioia di essermi donata al Signore per sempre. Parola grossa e impegnativa “per sempre”, pronunciata una sola volta davanti a tutti, ridetta all’infinito a me stessa: eh sì perché non è così facile vivere questa realtà definitiva in una società che punta al tutto e subito e al cambiare strada in base alle emozioni, al “mi piace” o “non mi piace”. Ma è proprio qui che scopro come tutto si basa su una relazione, un’intesa, un’Alleanza con il Dio della vita e, in questa dimensione, tutto trova il suo senso e trova la possibilità di esistere. Per vivere abbiamo bisogno di una ragione e mi accorgo, strada facendo, passo dopo passo, che la miglior ragione è un’altra persona, è lui, Gesù Cristo. La mia semplice vita si gioca qui, in questo dono che si chiama tu e ha il volto di tutte le persone che quotidianamente incontro e che mi chiedono di essere donna, cristiana, suora! Trovare questo senso oggi non è facile ma è possibile non tanto donando ma, donandosi in una relazione d’amore che chiede di essere accolta, riconosciuta e vissuta nella reciprocità, nell’armonia. È bello poter dire con la mia vita e con quella di chi è vissuto prima di me, che essere fedeli oggi, a Dio e al servizio alla Chiesa, come cristiana e come religiosa, si può! È una lotta, non è una strada in discesa, è fatica, è una scelta. E il rischio che corriamo oggi, oltre all’indifferenza, è proprio quello della non-scelta che ci fa rimanere in balia di tutto e di tutti senza approdare in alcun porto, alla ricerca di chissà che cosa. Mi piace credere che essere fedeli a una scelta è possibile e mi impegno a vivere questa fedeltà ogni giorno, sentendo lo sguardo misericordioso del Signore su di me, ma ancor più mi piace continuare a camminare alla ricerca del senso della vita nella certezza che il mio cuore non avrà pace finché non riposa in lui.
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Sono passati 10 anni dal “sì” detto al Signore nella consacrazione religiosa e ancora oggi benedico quel giorno che ricordo con piacere e che cerco di rinnovare e ravvivare nella mia quotidianità, fatta di tanti volti, relazioni, gioie e sofferenze, nel tentativo di dare senso a quello che vivo.
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