Ci salvi chi può
Maggio-Giugno 2011
Ciascuno di noi porta in cuore un grande desiderio di realizzazione e di felicità.
Oggi come oggi, però, questa nostra aspirazione rischia di venire delusa, perché condizionata da troppi elementi estranei alla nostra buona volontà: difficoltà a trovare una occupazione e l’occupazione giusta o desiderata, fatica a vivere relazioni affettive equilibrate e continuative, situazione economica instabile e incerta, diffidenza reciproca a causa dell’aumento di una delinquenza sempre più dissennata e senza freni, boom della realtà virtuale come luogo di fuga, perdita di alcuni princìpi morali comuni a vantaggio del crescente relativismo e individualismo…
Al di là di tante altre possibili risposte (quasi sempre effimere e non portatrici di vera felicità), la fede cristiana ci presenta la risposta di Dio a tale desiderio: una risposta che ha il nome e la fisionomia di Gesù Cristo… ma che a una semplice pratica religiosa (che, come Marx insegnava, potrebbe essere un maldestro tentativo di “cantarcela e suonarcela da soli”, di accontentarci di sopravvivere alla dura realtà, dicendocene felici), ma all’accettazione del fatto (o del mistero?) che la nostra felicità passa attraverso la passione, morte e risurrezione del Figlio di Dio.
L'idea della gratuità del dono che il Padre fa a noi del proprio Figlio risulta provocatoria e incredibile, soprattutto oggi: il nostro è un mondo in cui, se vogliamo qualcosa, dobbiamo guadagnarcelo o rubarlo in qualche modo agli altri… nessuno ti regala nulla e la felicità non piove dal cielo.
Un Dio che si dona a te, senza che tu te lo sia meritato, e attraverso una modalità estrema come quella del Golgota è davvero, come già diceva san Paolo, scandalo e stoltezza non solo a giudei e pagani (cf. 1Cor 1,23), ma anche a noi cristiani del 2011!
Ma è altrettanto, anche oggi, vero che “per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio. Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini” (1Cor 1,24-25).


Ci salvi chi può