10 parole per te
10 parole per te
Libertà, concetto a cui teniamo molto, nel quale è sottolineata l’autonomia del sé, rispetto a tutto ciò che rappresenta omologazione, tradizione e imposizione. Ma, più che ogni concetto, ci sta davvero a cuore la possibilità di una libertà pratica, da mettere in atto nelle varie scelte e situazioni, da difendere ad ogni costo: è la mia libertà, il fatto che io possa decidere se fare qualcosa, cosa fare, come, quando, con chi e per quale motivo farlo. Parlare di “comandamenti” (e, ancor di più, il fatto che sia qualcun altro a volercene parlare!) provoca, forse, qualche irritazione cutanea a noi, pronipoti di Voltaire: in effetti, quando qualcuno invade la nostra privacy con divieti e imposizioni che intendono reprimere la nostra spontaneità e la nostra libera scelta, ci dà proprio fastidio! Non che non si riconoscano i valori che il Decalogo esprime, anzi…! Però, fin da piccoli proviamo ribellione nei confronti di regole che altri vengono a darci, senza nemmeno chiederci se ci piacciono, se le accettiamo… figuriamoci se a dirci “non bisogna fare questo… è bene fare quest’altro…” è Qualcuno che non vediamo né tocchiamo o, peggio ancora, un’istituzione antica e zoppicante come la Chiesa Cattolica!
La nostra vita, nei suoi vari aspetti, contiene già abbastanza convenzioni e compromessi tra le varie libertà, fatti per evitare che, per il mio bene e il mio interesse legittimo, non finisca per calpestare il tuo, altrettanto legittimo. E siamo anche sottoposti ad altri regolamenti che, per convenienza, sopportiamo con pazienza, se non vogliamo perdere il posto di lavoro, o un’amicizia, o l’immagine trendy che vogliamo dare.
Quindi, per favore, evitateci altre norme da osservare! Eppure ci sono regole che, prese in sé e per sé, sono davvero inaccettabili, insopportabili, ma alle quali “obbediamo”, non senza fatica, ma volentieri… e non per senso di responsabilità, per cultura, per essere coerenti o per mancanza di personalità!
Un genitore che non lascia il proprio bimbo a gridare tutta la notte, un innamorato che si fa chilometri per vedere la persona che gli riempie la vita, un figlio che spende il suo tempo nella cura dei propri genitori anziani o malati, uno sposo che rimane fedele alla persona con cui divide “gioie e dolori, salute e malattia, buona e cattiva sorte”, nonostante tutto…
Sono comandi non scritti, ai quali rispondiamo in maniera positiva solo perché spinti da un amore vero.
Questo, allora, è il criterio da tenere presente nel considerare e vivere le Dieci Parole date a Mosè quasi 4000 anni fa… e oggi a noi: anche perché non sono imposizioni di un personaggio barbuto e corrucciato (la caricatura di Dio che abbiamo spesso in testa), ma le "indicazioni stradali" che un Padre mostra al proprio figlio che si appresta a camminare sul sentiero della vita.


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