| Obbedire a un bambino |
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| Scritto da Michela e Orso, 30 e 32 anni | |||
Quando il pupo arriva, porta in dono ai genitori la chiara consapevolezza che il dolce nanetto tenga in ostaggio le loro menti e i loro cuori: mamma e papà cercano sempre il meglio per il loro bambino, ogni scelta viene presa in funzione sua, interpretando ogni suo gesto e imparando a capire i suoi bisogni. Tutte le priorità vengono stravolte.
Ingenuamente entrambi pensano che anche questa fase della vita, come è successo tante altre volte, comporterà “solo” un piccolo sforzo per adeguarsi a nuove abitudini. Poi il pupo arriva, e con lui (o lei) anche la chiara consapevolezza che il dolce nanetto tenga in ostaggio le loro menti e i loro cuori. Mamma e papà vorrebbero sempre il meglio per il loro bambino, ogni scelta è presa in funzione sua, sforzandosi di interpretare ogni suo gesto e imparando a capire i suoi bisogni. Tutte le priorità vengono stravolte. Si instaura un rapporto di dipendenza reciproca. Il bimbo ha bisogno di mamma e papà, della loro presenza, del loro calore, del loro amore. Ma i genitori possono sentirsi spaesati, privati della propria indipendenza e individualità, oppressi da un piccolo “capo” che non concede pause o vacanze. E allora si irrigidiscono, si allontanano e chiudono il loro cuore. Tutto questo fino a quando non capiscono che stavolta non dovranno obbedire a nessuno, se non a se stessi. Obbedire a un bambino significa lasciarsi andare, spogliarsi delle strutture che ci si è creati negli anni per affrontare le prove della vita, e abbandonarsi all’amore. Obbedire a un bambino significa imparare a donare sé stessi, le proprie energie e il proprio tempo senza chiedere nulla in cambio, significa crescere come individui e come coppia, significa saper creare una famiglia solida nell’amore.
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“Avremo un bambino!” Tre parole che segnano una svolta nella vita di tante coppie. Da quel momento in poi, i futuri genitori entrano in ritiro, proprio come una squadra di calcio. I nove mesi prima della nascita del bimbo sono per entrambi un allenamento a quello che verrà dopo. La mamma impara a rallentare i ritmi di vita, ad obbedire a precisi regimi alimentari, a camminare ballonzolando come uno sceriffo nel Far West… Il papà, dal canto suo, ce la mette tutta per obbedire agli umori altalenanti della moglie, e la aiuta a preparare un nido accogliente per il nascituro.
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