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Scritto da fra Paolo Martinelli docente di teologia presso l’Università Gregoriana e presso l’Istituto Francescano di Spiritualità di Roma   
L’obbedienza è la ricerca di Dio, che relativizza ogni altro potere e ci purifica da false dipendenze che non ci possono dare la gioia.

pag_12shutterstock_49305571Oggi le persone, in genere, non hanno simpatia per la parola “obbedienza”; essa sembra essere qualcosa che si pone contro la libertà, l’autodeterminazione ed impedisce di fare quello che “pare e piace”. Ma se guardiamo con un po’ più di attenzione le dinamiche sociali, culturali e politiche del nostro tempo ci accorgiamo che, mentre apertamente si nega il valore dell’obbedienza in quanto realtà di altri tempi, di fatto poi tutte le persone vivono delle dipendenze, spesso in modo inconsapevole. Pensiamo ad esempio quante dipendenze possiamo sperimentare nella nostra vita: siamo condizionati dalla mentalità comune, dai Mass-media, così invasivi nella nostra vita quotidiana, dal condizionamento di relazioni affettive non libere, dalle cose che abbiamo tra mano e che dobbiamo utilizzare ogni giorno. Soprattutto rischiamo di dipendere dalle immagini che abbiamo di noi stessi e che ci sono state inculcate in vario modo. Mi riferisco ad esempio a certe immagini che abbiamo di riuscita della nostra vita, legata alla carriera, al successo, ai soldi, al potere e al piacere. A volte sembra di notare una strana contraddizione: affermiamo di essere indipendenti ed autonomi; in realtà abbiamo molte dipendenze occulte e non confessate.

In senso cristiano l’obbedienza possiede almeno due significati molto forti: innanzitutto indica che noi siamo creature e che quindi in un certo senso è naturale che noi “dipendiamo”, semplicemente perché non ci facciamo da soli, non possiamo dare la vita a noi stessi. Anzi, si può dire che la prima obbedienza, profondamente liberante, è accettare di esistere, accogliere il dono di esserci! Inoltre, la visione cristiana del mondo ci dice che ogni vera obbedienza è ultimamente a Dio perché solo lui è il fondamento della nostra vita e il nostro autentico destino di felicità. Per questo l’obbedienza è ultimamente quel cercare Dio che relativizza ogni altro potere e ci purifica da false dipendenze che non ci possono dare la gioia. In Gesù di Nazaret, Dio stesso si è fatto presente nella nostra vita: allora, la libertà non è cercare Dio fuori dalla storia, ma seguire Cristo presente qui ed ora dove due o tre sono riuniti nel suo nome.

Francesco d’Assisi ha capito tutto questo: ha scoperto che l’obbedienza vuol dire essere liberi di cercare Dio in ogni cosa e sopra ogni cosa. Non da soli – quando si è soli si finisce sempre per dipendere più facilmente dai poteri occulti - ma insieme ai “fratelli” che il Signore gli aveva “donato”. A noi spetta il coraggio di fare altrettanto!

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