| Come Chiara - Fedele, appassionatamente |
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| Scritto da una suora clarissa cappuccina del monastero di Brescia | |||
Chiara non ha la pretesa di essere artefice o protagonista del suo itinerario: una volta visto per divina illuminazione il percorso, lo segue senza esitazioni. Sa che viene da un Altro, il quale è all’origine e al termine.
Santa Chiara è appassionatamente fedele a Colui che è “il” fedele, a Colui che è l’Amore! Tutta la vita di Chiara è un canto di fedeltà all’azione dello Spirito dall’infanzia sino all’ultimo giorno. Non lei ha scelto, ma è stata scelta per una missione e ha corrisposto prima ancora che il progetto nei suoi contorni fosse chiaro. È affascinata dalla testimonianza profetica di Francesco, dalla sua proposta di consacrazione: va, si affida a lui. Il suo unico intento è di appartenere a Cristo. E nell’”obbedienza a frate Francesco” impegna tutta se stessa, la sua genialità, la sua fermezza, la sua costanza… la sua fedeltà. Non vive la pretesa di essere artefice o protagonista del suo itinerario ma, una volta visto per divina illuminazione il percorso, lo segue senza esitazioni, perché sa che viene da un Altro che è all’origine e al termine. Questa certezza di fede di trovarsi all’interno di un progetto dello Spirito conferma Chiara nella strada intrapresa, e le da la forza della perseveranza e della testimonianza, nell’obbedienza a frate Francesco, «liberamente, con le mie sorelle, gli promisi obbedienza» (FF 2831), nella fedeltà alla sequela di Cristo povero e Crocifisso. Mi colpisce molto la corrispondenza tra fedeltà e libertà, perché richiama la promessa di Gesù: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,31-32). È nella fedeltà che si diventa liberi! Difatti, essere liberi non significa fare ciò che pare e piace… è, invece, accogliere un dono che mi realizza, attraverso l’impegno, la rinuncia, la scelta, la conquista ed anche lo sforzo! Restare fedeli non significa limitarsi a ripetere il passato nel presente... ma impegno in divenire, ricerca continua, creatrice, di come vivere nel presente l’impegno iniziato nel passato. Importantissima la fedeltà come modo di vivere l’amore verso gli altri, perché l’amore è impegno, non sempre facile, ma certamente gioioso se è sincero. Amare significa impegnarsi fedelmente in favore di qualcuno. Stupenda è la risposta di Chiara al Papa sulla sequela di Cristo nella povertà: «Santo Padre - ella rispose - a nessun patto e mai, in eterno, desidero essere dispensata dalla sequela di Cristo» (cf. FF 3186-3187). La fedeltà non è altro che l’impegno d’amore che dura nel tempo. È Dio che chiama, e sempre lui avrà l’iniziativa: lui inizia l’incontro, lui dà con la sua grazia la possibilità di essere fedele. Potranno esserci difficoltà! Dio non garantisce la calma: se hanno perseguitato Cristo, una sorte migliore non è riservata al discepolo. Ma Dio garantisce però il suo aiuto e la sua presenza consolante: sarà il Dio-con-noi durante tutto il cammino. Chiamando, dando una vocazione, Dio ha posto in noi un seme, e con esso una speranza di vita!
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È l’amore l’anima, della fedeltà! E questo in ogni circostanza!
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