L’ho incontrata davvero, per la prima volta Stampa E-mail
Scritto da Una consacrata laica   
Puoi davvero parlare della povertà solamente “dopo” che hai vissuto l’esperienza “dura”, solo dopo che il tutto è rientrato in una misura vivibile.
pag13_shutterstock_24069856[1]In un periodo particolare della mia vita, segnato da vicissitudini più uniche che rare, rispetto alle quali l’esito è stato rimanere senza casa, senza un lavoro, disorientata, sola perché gli amici e le amiche che avevo dovuto lasciare erano del tipo che non torna a ringraziare e tutto rimane scritto nel libro dell’amore che Dio solo conserva, ho fatto una scoperta: non ero completamente sola, perché potevo contare su familiari amorevoli.

Mi verrebbe da paragonare “sorella Povertà” ad una pietra preziosa con molte sfaccettature che rimandano innumerevoli riflessi. Ma non è per niente facile farci i conti e meno ancora vivere insieme a lei! Mi sembra giusto dire che puoi davvero parlare di lei – sorella Povertà – solamente “dopo” che hai vissuto l’esperienza “dura” e il tutto è rientrato in una misura vivibile.

La povertà è sempre presente nella vita.

Povertà è quella che ci costringe a fare i conti con un mensile che è sempre troppo misurato…

Povertà è accettare di vivere uno stile di vita che non rispecchia sino in fondo le tue aspirazioni… e però ci vuole il “necessario” per vivere!

Povertà è accettare che nella tua vita siano accadute determinate cose, che nemmeno lontanamente ti saresti aspettato…

Povertà è soffrire, in silenzio, vicino a chi ami…

Povertà è essere certo che Dio è sempre con te, al di là di tutto…

Povertà è confidare in Dio, perché i miei sforzi diminuiscano i riflessi più “duri” della povertà stessa.

Cos’ha di bello la povertà? Niente in sé! Però, alcune volte, ti fa sperimentare che non sei solo: Dio c’è sempre… se c’è qualcuno che ti aiuta!

Non credo sia possibile parlare di povertà, quando tu hai le tue sicurezze che ti preservano dalla profondità di vissuti che la povertà stessa porta con sé!

Devo dire che la durezza della povertà, alcune volte, ti permette di riconoscere la medesima cosa vissuta da altri e, ti fa diventare più sensibile e più attento alla sofferenza altrui.

Come a dire: perché ho patito la fame, so cosa vuol dire avere fame! Per questo non negherò aiuto a nessuno!

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