Musica & Parole - Lasciare… accogliere Stampa E-mail
Scritto da fra Giorgio Rizzi   

pag8_3544459488_3d214dd3bf_oSposare “una fraternità alla quale ci si affida” (così recita la formula di professione dei voti religiosi di noi frati) significa lasciare una famiglia accogliente per un’altra “da accogliere” ma che rimane pur sempre una famiglia. Lo sappiamo, ogni scelta implica un lasciare per accogliere, ma il modo in cui si lascia e si accoglie fa la vera differenza. Nel cuore dei sei frati che in settembre hanno emesso la loro professione perpetua e dei cinque che per un anno hanno sposato i voti religiosi di san Francesco si sarà senz’altro accesa la fiamma della vocazione, quel fuoco che chiama a “costruire il tuo progetto sotto un altro sole”.

Quel progetto che non è da costruire ma da realizzare, da portare a compimento perché altrove e in altri tempi è stato seminato ed è germinato. Lasciare la propria famiglia per abbracciare una fraternità è un “andare via senza avere niente da dimenticare”, perché il cuore ci chiede di lasciarlo battere a pieno regime altrove. La parola che la fraternità ci insegna a scrivere nella nostra vita non è “fine”, poiché nulla finisce ma tutto cambia, si trasforma e prende nuova vitalità… nessuno si fa frate per scappare e dimenticare perché “nei ricordi abitano amore ed amicizie vere”.

Quegli stessi amori e amicizie di cui far tesoro per vivere bene con i fratelli che il Signore ci dona e realizzare già qui ed ora la visione profetica di Isaia che vedeva il leone e il capretto pascolare assieme e l’orsa vivere con l’agnello… in tutte le nostre fraternità possiamo trovare sia l’uno che l’altra, il frate forte e quello docile, l’irruento e il calmo ma tutti riuniti per un unico obiettivo: il Regno di Dio da costruire insieme, ognuno mettendoci del suo. E prima di chiedere al fratello che cosa porta con sé impariamo l’umiltà e la capacità di chiedere a noi stessi quale dono possiamo essere per i fratelli ai quali Gesù ci “lega”. Sì, avete letto bene, perché non sono libero di amare fino a quando non mi lego e amare una fraternità è legarsi ad essa, intrecciare la propria libertà a quella di altri senza sentirsi in gabbia ma pensando che Dio stesso ha legato per primo e per sempre la propria libertà all’amore che ha per noi.

 

Ancora una notte insieme
Pooh
Testo: V. Negrini
Musica: R. Facchinetti
POOH – Ancora una notte insieme (2009)
Devo andare via e porterò con me solo l’essenziale
perché il mio progetto costruisce tutto sotto un altro sole.
Se uno parte è perché non può più stare qui
ma c’è ancora una notte insieme

per poter dare ai fatti un nome che non sia “fine”.
Devo andare via senza avere niente da dimenticare

perché nei ricordi abitano amore ed amicizie vere.
Questa vita si arrotola e il tempo ci dà il potere di non sbagliare

perché il tempo ci insegna quando e da chi tornare.

E si vincerà e si perderà

siamo e restiamo sempre noi,
come fiumi ed affluenti al mare.
Il mondo è una città e anche se non vuoi
ci ritroviamo prima o poi.
E se il tempo è prepotente e ci spreme
ci regala un orizzonte

e ancora una notte insieme.

Devo andare via perché il mio cuore sta battendo lentamente
e se cerco Dio dentro la libertà ci trovo poco o niente

In un passo normale,
ma molto di più ma c’è ancora una notte insieme
per poter dare ai fatti un nome che non sia “fine”.

E si vincerà e si perderà
siamo e restiamo sempre noi
e, se perdi, ti puoi sempre rifare.
Il mondo è una città e anche se non vuoi
ci ritroviamo prima o poi.

E, se il tempo è prepotente e ci spreme,
ci regala un orizzonte

e ancora una notte insieme,
ancora una notte insieme,
ancora una notte insieme.

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