Musica & Parole - Una vita possibile?

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Pag08_JasonRogersFotographie_2407710879_637784b51a_oGiro in macchina per le vie della città, in cerca del pezzo unico e raro che renda speciale il mio Natale e quello delle persone che amo.

Mi trovo a divorare chilometri in città che non conoscono più la notte e il silenzio, perché sempre accese dalle luci delle vetrine e dalle voci della gente; persone che non sanno cos’è il riposo, quello degli occhi dalle violenze della vita, quello del cuore dai ritmi e tempi da rispettare, quello dell’anima, persa nei vicoli bui e lontani del vivere.

Cammino per città divorate dalla loro stessa fame di numeri: costi, spese, acquisti, entrate e uscite ma tra tutti i più importanti, osannati e ricercati, i numeri uno, quelli dello spettacolo, della tv, quelli del calcio o della politica, quelli di oggi, non più quelli di ieri già scordati e superati o di domani non ancora nati.

Sete di numeri uno, sete dei bagliori di chi è reso migliore, sulla carta, da qualche presunta qualità senza pari. Cammino per la città e mi stupisco nel pensare che nella corsa per i primi posti siamo tutti soli, dall’inizio alla fine: soli alla partenza, soli nel vivo della corsa, soli al traguardo… come si può essere primi in ciò che deve essere vissuto insieme? come primeggiare in un lavoro di squadra o meglio di famiglia?

Alla vista di un bambin Gesù adagiato nella vetrina di un supermercato, mi fermo nelle vie di questa città e penso: forse è proprio all’idea di dover essere sempre all’altezza che diventa impossibile fare anche la cosa più normale e bella, la cosa più spontanea e istintiva: vivere?

Sono ancora qui, fermo davanti alla vetrina. La gioia dei miei acquisti di Natale è sparita, cancellata dalla sensazione di sentirmi solo, estraneo nelle arterie di questo corpo di cemento, lontano dal mio cuore che sono i miei affetti e penso a quale speranza possano nutrire i deboli, se non che a loro volta i forti dimostrino, una volta tanto, la loro abilità per tornare a costruire una squadra, no, una famiglia che gareggi insieme nella corsa della e alla vita.

Sono fermo davanti a quel Gesù, un pezzo di casa, un pezzo di famiglia in una città dove il farsi piccoli è sparire, e davanti a questo Gesù prego perché lui, piccolo, si è guadagnato, una volta di più, la mia vita. E me ne torno a casa con il mio pezzo unico e raro per il Natale mio e di chi amo, felice che, una volta tanto, un Piccolo non sia sparito ma sia diventato via per altri, verità per me e vita per tutti.

 

L’Impossibile Vivere

Renato Zero

Testo: R. Zero – V. Incenzo

Musica: C. Guidetti – M. Fabrizio

RENATO ZERO - Amore dopo amore (1998)

 

Nella guerra dei numeri
che speranze hanno i deboli?
Forse brillano, giusto un attimo
per tornare nell’oscurità.
Sono ancora complice
di questo gioco impossibile,
ancora libero d’amare
e ogni volta ritornare a...

 

Vivere, vivere: 
un rimedio alla paura; 
vivere, vivere 
una vita che so che c’è.

 

Da un balcone improbabile 
vedo gli alberi crescere 
e mi sembra che, anche dentro me, 
tutto sia migliore di com’è. 
Non lasciarti convincere 
che vinca sempre il più abile: 
la stupidità divora 
facce e nomi senza storia.

 

Vivere, vivere
e capirsi e reinventarsi; 
vivere, vivere: 
chi sa farlo meglio di te.

 

Vivere, vivere: 
una promessa che hai fatto a me!

 

Lasciare il cuore andare ed impazzire…
Vivere: finalmente, intensamente! 
Vivere, vivere 
ogni brivido dentro te

 

Vivere, vivere: 
chi può farlo meglio di te?
Una promessa che hai fatto a me, 
finché c’è vita in te.

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