Santi soltanto Stampa E-mail
Scritto da + Domenico Sigalini vescoco di Palestrina   
“Se voi amate soltanto quelli che vi amano, che merito avete? Anche i malvagi si comportano così! Se salutate solamente i vostri amici, fate qualcosa di meglio degli altri? Anche quelli che non conoscono Dio si comportano così! Siate dunque perfetti, così com’è perfetto il Padre vostro che è in cielo”.
(Mt 5,46-48)

pag09_3016170607_4e4ea400c2_oCerto l’uomo nella sua esistenza, dotato di intelligenza e di cuore, non vive solo di istinto, non si lascia guidare dal caso, pensa, ha una coscienza, sviluppa il ragionamento, ha in sé scritti dal Creatore, diciamo noi che crediamo, atteggiamenti di bontà, di condivisione, di solidarietà. Ha qualcosa di più dell’istinto. Se siamo fatti a immagine di Dio, significa che siamo fatti bene.

Solo che il peccato, il male ha inquinato la creazione, ha deturpato e rovinato i sogni di Dio e i comportamenti dell’uomo; da allora se vogliamo una vita bella e felice, dobbiamo fare un salto di qualità: non è più sufficiente essere buoni, occorre amare di più, non è sufficiente comportarsi bene tra noi, ma occorre essere buoni con tutti anche con i nemici, coloro che ci fanno torti. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avete? Lo fanno tutti, ogni uomo che ha un minimo di buon senso si comporta bene con chi gli vuole bene.

Per il regno di Dio, il buon senso non basta, la legge dello scambio non è sufficiente, il politicamente corretto è troppo poco. Il modello di comportamento per un cristiano è la perfezione del Padre. La meta è altissima, impossibile da raggiungere con le nostre forze; soltanto sorretti dallo Spirito, portati sulle spalle di Gesù, il buon Pastore, è possibile mettersi sulla strada della perfezione e del bene. L’amore al nemico non toglie che ci siano leggi che aiutano il rispetto, che controllano i comportamenti errati e definiscono diritti e doveri, pene e riabilitazioni, giustizia nei rapporti interpersonali e sociali, ma tutto questo lavoro ha bisogno di un colpo d’ala, che è appunto l’amore verso i nemici.

I martiri cristiani hanno sempre saputo perdonare e dare la vita per dei fratelli che li uccidevano, che non hanno mai ritenuto nemici.

La tentazione di riportare la vita del cristiano sempre e solo a comportamenti ovvi di buona educazione, di correttezza, di plausibilità umana è forte. La vita cristiana chiede di più, chiede di perdonare le offese, di morire per gli altri, di affidarsi alla preghiera, di amare oltre ogni misura, di andare controcorrente, di accogliere ogni vita nascente e di vivere ogni momento di sofferenza per amore di Gesù. La misura è la santità, non la correttezza.

Come facciamo noi, che facciamo fatica ad essere passabili, a fare una vita da santi, come la vuole il Signore? È Dio che opera in noi se noi ci affidiamo a Lui che non ci abbandona mai.

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