Ricominciare a perdonare, ogni giorno Stampa E-mail
Scritto da fra Paolo Giavarini   
Il perdono ti offre un’esperienza di rinascita: ti riconsegna possibilità, ri-scommette sulle tue potenzialità. Ti dice: Io credo in te. E la via è nuovamente aperta.

Violenza. Voglia di sopraffare i nemici: fame di depredarli, umiliarli, ferirli, ucciderli.

Potere. Desiderio del tFranciscus_flensitolo nobiliare: sete d’essere ammirato, riverito, invidiato, temuto.

Denaro. Brama di possesso: gusto per la bella vita, cibo, vestiti, divertimento, sesso.

Spogliandosi nudo davanti agli occhi esterrefatti del vescovo Guido e di mezza Assisi, Francesco gridava al mondo il desiderio di rinunciare a quelle false esigenze, i veri miti di tutti i tempi, di ogni essere umano. Esteriormente era un nuovo Francesco quello che, uscendo dalla città quel giorno, lasciava alle spalle metà della sua vita, sinteticamente riassunta da lui stesso nel Testamento con l’espressione essendo io nei peccati. Dentro, è facile intuirlo, le cose non furono così immediate.

Le tre aspirazioni accennate non sono frutto solo di scelte, ma consistono in necessità dettate da una natura umana, di origine ferina, che si ritrova carente, bisognosa di riempitivi e che – soprattutto – trova nella forza, nell’onore e nelle cose, tre vie elementari, immediate, animalesche per soddisfare il vuoto insopportabile. Inutile dire quanto esse siano strade destinate al fallimento, illusioni temporanee, qualche volta, trabocchetti letali. Pace, stima, significato: sono queste le vere risposte; amore, in una parola. Ma come tutte le realtà autentiche esse vanno costruite, si ottengono a caro prezzo. Si sa, l’amore è un’arte e, come tutte le arti, ha bisogno di disciplina, di costanza, di dedizione. E Francesco ha iniziato a imparare, intraprendendo un cammino, seguendo il Maestro che da qualche anno aveva iniziato ad ascoltare. È Lui colui che gli usò misericordia, cominciando a fargli sentire un po’ di pace, a insinuare nel suo cuore un nuovo senso per vivere, in sintesi a farlo sentire perdonato. E Francesco imparò la lezione. Sarà per questo che voleva annunciare la conversione e mandò i suoi frati a predicare questa possibilità a tutti gli uomini.

“A chi si perdona poco, ama poco” afferma Gesù. Il perdono è guarigione delle ferite. Quando a Montecasale, tre briganti che avevano chiesto da mangiare al convento vengono scacciati in malo modo da un frate, Francesco lo rimprovera aspramente e lo manda a cercare per i boschi coloro che aveva scacciati e a portare loro cibo e vino e, prima ancora, a ottenere il loro perdono per averli trattati senza misericordia. La storia finì con i briganti che, colpiti da questo fraticello che si inginocchia davanti a loro, si sarebbero convertiti e sarebbero addirittura diventati frati minori. Leggenda? Esagerazione? Chissà. Certa è l’esperienza di rinascita che il perdono sa offrire: ti riconsegna possibilità, riscommette sulle tue potenzialità. Ti dice: Io credo in te. E la via è nuovamente aperta.

“Devi perdonare settanta volte sette”. Pietro non ci credeva... Il perdono come medicina per la relazione. Quando quel superiore gli scrive di voler essere rimosso dal suo incarico, perché un frate a lui affidato gli crea problemi su problemi, fino a togliergli la pace, Francesco gli risponde suggerendogli ben altra metodologia che la fuga: “amalo, amalo, amalo e sia per te, quel perdono, più prezioso agli occhi di Dio che stare a pregare in un eremo… e non volere, per questo, che lui sia un cristiano migliore…”. Consigli fuori dalla realtà? Ascetismo impossibile? Certo ogni uomo cresce e si sviluppa solo in un contesto di gratuità e la felicità di due innamorati è la percezione reciproca di essere amati per quello che si è. Perdono è uno dei nomi dell’amore gratuito.

“Perdonate e vi sarà perdonato”. Perdono è dare tempo a se stessi per continuare a crescere. Anche questo Francesco l’ha vissuto. Sarebbe stato bello per lui sentirsi santo come la gente andava dicendo… Ma, anche verso la fine della sua vita, dentro il cuore vedeva ombre antiche e moderne: i fantasmi dei suoi limiti, mai del tutto sconfitti, si alleavano con le nuove schiere del risentimento verso frati – i suoi frati – petulanti e arrabbiati, dello scoramento per il senso di emarginazione sperimentato proprio tra i suoi, della paura di aver fallito a livello personale e comunitariamente. Quante volte sarà risuonata dentro la sua mente – con rabbiosa incapacità di realizzazione – la frase di Gesù: “Perdona loro perché non sanno…”. Ma, solo rivolgendo il perdono di Dio anche verso di sé, Francesco ha trovato la strada e il coraggio per ricominciare a crescere… Non sarà sul letto di morte che dirà: “Cominciamo, fratelli, a fare conversione”?

Se abbracci il perdono – la via divina – ricorda il cammino di Francesco. Non si perdona mai una volta per tutte. Ogni giorno devi ripartire. Per la pace, la stima, il significato: in una parola, l’amore, ciò che ti serve.

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