| Musica & Parole - Troppo tardi? |
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| Scritto da fra Giorgio Rizzi | |||
Cos’è quell’attimo, quel secondo che separa il prima dal dopo, l’evitabile dall’irreparabile? Come si chiama quella frazione di vita che pone un muro, apre un baratro tra noi e coloro che, fino a poco prima, pensavamo essere nostri amici? Penso a tutte quelle volte in cui mi sono detto o nelle quali ho suggerito che la cosa migliore da fare sarebbe stata prendersi due minuti di tempo, prima di fare o dire qualsiasi cosa… fare un bel respiro profondo invece di trovarselo spezzato in gola insieme alle cose più importanti, quelle parole che non osiamo dire mai. Forse è così: non siamo capaci di creare qualcosa che duri. Forse a questo siamo destinati o forse a questi ci siamo condannati: non accettiamo che il male possa venirci da quelle persone che riteniamo amiche, così le facciamo passare immediatamente dall’altra parte dello schieramento, dalla parte dei cattivi. Perché se è difficile riuscire a perdonare e perdonarsi qualcosa, è molto più difficile e improbabile essere capaci di ricostruire ciò che abbiamo contribuito a distruggere tuffandolo nel dolore dei silenzi. È difficile recuperare con mille parole ciò che poteva essere salvato dalla forza di una sola di esse: perdono! Forse è vero, in alcuni momenti ci accorgiamo che non c’è più tempo; e come si spezzano il respiro e la parola, così svanisce quell’ultimo tentativo di salvare il bello e il buono dalla morte dei ricordi per farlo vivere nel presente. “Forse”, ma ricordiamoci che con questa parola indichiamo sempre e solo metà della verità: il forse del BELLO non è BRUTTO? Il forse del Sì non è NO… il forse di “ormai è troppo tardi” non può essere “invece no”?
Invece no Laura Pausini Testo: Laura Pausini - Niccolò Agliardi Musica: Laura Pausini - Paolo Carta Laura Pausini – Primavera in anticipo (2008)
Forse bastava respirare, solo respirare un po’ fino a riprendersi ogni battito e non cercare l’attimo, per andar via (non andare via) perché non può essere abitudine dicembre senza te, chi resta qui spera l’impossibile. Invece no, non c’è più tempo per spiegare per chiedere se ti avevo dato amore. Io sono qui e avrei da dire ancora, ancora.
Perche si spezzano tra i denti le cose più importanti quelle parole che non osiamo mai e faccio un tuffo nel dolore, per farle risalire portarle qui, una per una qui le senti tu…pesano e si posano per sempre su di noi e se manchi tu, io non so ripeterle io non riesco a dirle più.
Invece no, qui piovono i ricordi ed io farei di più, di ammettere che è tardi come vorrei, poter parlare ancora ancora.
E invece no, non ho più tempo per spiegare avevo anch’io (io) qualcosa da sperare davanti a me qualcosa da finire insieme a te.
Forse mi basta respirare solo respirare un po’.
Forse è tardi, forse invece no.
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