Se tuo fratello ti fa male
Maggio-Giugno 2009
Soffrire per mano di una persona che amiamo, che ci abita dentro la carne, è un’esperienza che ha il potere di fare terra bruciata nella nostra coscienza, disintegrando ogni fiducia nella vita e negli uomini.
A meno che non riusciamo a riconoscere, nel fratello che ci fa del male, il bisogno di un amore che lui stesso sta negando.
Ottimismo ingenuo? Istigazione irresponsabile a negare l’evidenza razionale? Incitamento al masochismo?
Un Altro ha detto che, quando ci massacriamo scientificamente tra fratelli, «non sappiamo quello che facciamo»…
Davanti a questa affermazione avvertiamo tutto lo scandalo e la rabbia che si incendiano nel cuore pensando ad ogni innocente non «vendicato».
Ma può esserci dell’altro. C’è un’identità d’amore, un codice genetico che precede e sopravvive in ogni uomo, al di là del male terribile che può commettere!
Quando ci odiamo tra fratelli, ci dimentichiamo chi siamo… eppure il nostro nome non si cancella!
C’è un bisogno d’amore dentro ciascuno di noi e nessuno riesce a negarlo fino in fondo. Forse questo bisogno insopprimibile, così spesso sepolto nella crudeltà fraterna, ci ricorda chi siamo.
Anche di fronte all’odio peggiore, possiamo continuare a credere che l’amore è la via giusta per vivere ancora, per essere ancora felici, per poter continuare a stare insieme!
La risposta a questo bisogno insopprimibile d’amore, ha preso un nome e un corpo nella storia: Gesù di Nazaret. Lui può parlarci di perdono.

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