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Scrive san Paolo ai cristiani della città di Corinto: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2 Corinzi 8,9).
Ci dice Papa Benedetto: «Dio ha scelto la povertà per se stesso, nella sua venuta in mezzo a noi. […] Questa povertà Dio l’ha scelta. Ha voluto nascere così, […] ha voluto vivere, e anche morire così. Perché? […] L’amore per noi ha spinto Gesù non soltanto a farsi uomo, ma a farsi povero. […] Testimone esemplare di questa povertà scelta per amore è san Francesco d’Assisi».
E con forza continua: « […] C’è una povertà, un’indigenza, che Dio non vuole e che va “combattuta”; […] una povertà che impedisce alle persone e alle famiglie di vivere secondo la loro dignità; una povertà che offende la giustizia e l’uguaglianza e che, come tale, minaccia la convivenza pacifica. In questa accezione negativa rientrano anche le forme di povertà non materiale che si riscontrano pure nelle società ricche e progredite: emarginazione, miseria relazionale, morale e spirituale”» (Benedetto XVI, Omelia del 1 gennaio 2009).
Noi che siamo nati in un paese ricco possiamo pensare alla povertà come scelta possibile per amore, solo se prima ci mettiamo al cospetto di coloro che la povertà la subiscono e la combattono, solo se ci ricordiamo che Dio ha voluto entrare nella storia condividendo questa precisa situazione umana.
Siamo chiamati a non fare commenti davanti a Cristo povero, davanti ai poveri Cristi dei nostri giorni. Siamo chiamati a fare nostro il movimento di Dio verso l’umanità e la creazione: Dio si è liberamente spogliato perché noi potessimo sentirci divinamente amati nella nostra piccolezza, rivestiti di Lui!
Considerati preziosi più di ogni altro bene, amabili sopra tutto, prima di tutto…
«Occorre allora cercare di stabilire un “circolo virtuoso” tra la povertà “da scegliere” e la povertà ”da combattere” […] per combattere la povertà iniqua, che opprime tanti uomini e donne e minaccia la pace di tutti, occorre riscoprire la sobrietà e la solidarietà, quali valori evangelici e al tempo stesso universali.
[…] Quando Francesco d’Assisi si spoglia dei suoi beni, fa una scelta di testimonianza ispiratagli direttamente da Dio, ma nello stesso tempo mostra a tutti la via della fiducia nella Provvidenza. Così, nella Chiesa il voto di povertà è l’impegno di alcuni, ma ricorda a tutti l’esigenza del distacco dai beni materiali e il primato delle ricchezze dello spirito.
Ecco dunque il messaggio da raccogliere oggi: la povertà […] ci insegna che per combattere la miseria, tanto materiale quanto spirituale, la via da percorrere è quella della solidarietà, che ha spinto Gesù a condividere la nostra condizione umana» (ibid.).
Adesso c’è la vita.
Non volevamo avere di più 1.70 MB
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