«È possibile essere santi?»
In dialogo con beato Innocenzo
Ritiro per giovani dai 18 ai 30 anni
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Alcune notizie biografiche per conoscere il beato Innocenzo Il beato Innocenzo da Berzo nacque a Niardo (in Valcamonica) il 19 marzo 1844. Compiuti gli studi nel Seminario diocesano di Brescia, fu ordinato sacerdote nel 1867, ed esercitò il santo ministero a Cevo, a Brescia (in Seminario) e a Berzo Inferiore. A trent’anni, aspirando ad una vita di maggior perfezione, col permesso dei suoi Superiori e della mamma, entrò nell’Ordine dei frati minori Cappuccini. Il 29 aprile 1875, fra Innocenzo emise la prima Professione religiosa nel Convento dell’Annunciata di Borno, dove visse in grande pietà e austerità, passò la maggior parte della vita a pregare, confessare e predicare. Il luogo divenne, in seguito, meta di numerosi fedeli, attratti dalle virtù e dai prodigi del “fratasì de Bèrs”. Morì il 3 marzo 1890 nel Convento di Bergamo e subito si ottennero, per sua intercessione, grazie e miracoli. Giovanni XXIII lo ha dichiarato beato il 12 novembre 1961.
Altre notizie qui: Frati lombardi santi: il beato Innocenzo da Berzo
prima catechesi
IL CAMMINO ALLA SANTITÀ
- Punto di partenza non è il mio solo impegno verso la santità, ma lo stesso Gesù che contemplo con stupore e ammirazione nella sua vicenda terrena. “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,48).
- Contemplo in Gesù la via concreta per una vita buona, vera e bella-felice. «All’interrogativo si può diventare santi oggi, si può rispondere anzitutto in negativo: per essere santi non occorre compiere azioni e opere straordinarie, né possedere carismi eccezionali. Viene poi la risposta in positivo: è necessario innanzitutto ascoltare Gesù e poi seguirlo senza perdersi d’animo di fronte alle difficoltà». (Benedetto XVI)
- La via è sintetizzata nel verbo “rimanere”, che indica “assumere lo stesso stile di vita”, “comportarsi in modo simile”: lì scorre la stessa linfa, lo Spirito d’amore… vivere nello Spirito (uniti) e dello Spirito di Cristo (per fare ciò che lui ha fatto). Cf. Gv 15,4-10.
- Imparare l’umanità dall’umanità di Gesù quale modello di esistenza per la vita quotidiana. Santità è diventare umani come Gesù. Fil 2,5: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù!”.
- “Ingredienti” della santità: CONCRETEZZA (Gesù insegna a vedere il mondo, l’uomo e se stessi come luogo teologico della sua presenza come “cura per noi” e del suo incontro nel fratello), COMPASSIONE (è il cuore del Vangelo, il comandamento nuovo che Gesù ci ha lasciato di amarci come lui ci ha amato, la sintesi della volontà di Dio che Gesù ha vissuto fino in fondo, nel dono totale di sé sulla croce), SILENZIO (la preghiera è il tempo in cui ritornare a ciò che abbiamo vissuto, per coglierne le pieghe più nascoste, per guarire le ferite non ancora avvistate, per imparare a vivere bene e a bene-dire), ESPOSIZIONE (essere adulti significa essere responsabili delle proprie idee e delle proprie azioni. Gesù ne è l'esempio: alla chiarezza di esposizione del suo messaggio corrisponde il coraggio della sua esposizione esistenziale per quel messaggio)
fra Alberto
seconda catechesi
FRANCESCO E INNOCENZO: DUE FRATI SANTI
Questi due uomini, vissuti in tempi e ambienti diversi, hanno vissuto caratteristiche comuni, quelle della santità.
- UMILTÀ - Atteggiamento di fronte alla vita e alle relazioni interpersonali. Rinuncia al potere, al domino, allo sfruttamento, alla rivalità-competizione come criterio delle relazioni umane. Leggi: FF 144-145; Il Beato Innocenzo parla ai giovani, p. 8* http://www.annoinnocenziano.it/page.php?area=3&idp=12
- CONOSCERE DIO - Desiderio e coraggio di inoltrarsi nel mistero di Dio sentito e cercato con tutto il corpo e tutta l’anima come affascinante Mistero di Amore, come Sorgente di ogni amore. Leggi FF 1915.1919-1921; Il Beato Innocenzo parla ai giovani, p. 36*.
- DECIDERSI PER DIO - Capacità di decidere razionalmente-liberamente-emotivamente, di creare dentro di sé e nel suo agire concreto il massimo spazio per accogliere la presenza di Dio (vuoto di tutto per poter essere ripieno del tutto, che è Dio-Amore). Leggi: FF 69-71; Il Beato Innocenzo parla ai giovani, p. 28*.
- TENEREZZA VERSO IL PROSSIMO - La tenerezza verso Dio motiva la tenerezza verso le persone piccole, i malati, la gente semplice riconosciuti come il corpo di Dio, il corpo di Cristo (il servizio di Dio come servizio all’Amato riconosciuto in ogni carne). Leggi: FF 1875; Il Beato Innocenzo parla ai giovani, p. 12*.
fra Marcello
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il libro Il Beato Innocenzo parla ai giovani
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