| Libera dalla paura |
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| Scritto da fra Roberto Pasolini |
Immacolata Concezione della Beata Vergine MariaLetture: Gen 3,9-15.20 / Sal 97 / Ef 1,3-6.11-12 / Lc 1,26-38
Un dono La concezione senza peccato di Maria è un gesto gratuito di Dio Padre, che può essere compreso soltanto in relazione al dono del Figlio all'umanità. Dio ha potuto creare un cuore immacolato in Maria solo perché era ormai giunto il momento in cui stava per offrire a tutta l'umanità la vita del suo Unigenito. In Maria noi vediamo dunque in anticipo gli effetti della redenzione di Cristo. Dio si è comportato come qualcuno che comincia a disporre di un qualcosa che non c'è ancora, ma che ci sarà presto, cioè la grazia di Cristo. Il motivo di una simile decisione ci è narrato dalla prima lettura. Con il peccato originale l'uomo ha cominciato ad aver paura di Dio, fraintendendo le sue intenzioni: «Ho udito il tuo passo nel giardino: – dice l'uomo al Signore Dio - ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto» (Gn 3,10). Dio dunque aveva bisogno di un cuore senza sospetti per poter realizzare il suo desiderio di assumere pienamente la nostra umanità, dal momento che troppo radicata era diventata la diffidenza dell'uomo nei suoi confronti (dottrina del peccato originale)! È molto importante comprendere questa premessa, perché la condizione di Maria non ci appaia come una situazione privilegiata ma un atto d'amore rivolto all'umanità intera. Dio ha potuto fare questo perché, guardando Maria, vedeva già il Mistero Pasquale di Cristo, come recita la preghiera di Colletta: «O Padre, che nell'Immacolata concezione della Vergine hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, e in previsione della morte di lui l'hai preservata da ogni macchia di peccato». Dio non ha quindi concesso uno speciale favore a Maria creandola senza peccato, ma ha cominciato a fare con lei quanto vuole fare con tutti: donare la sua grazia, far conoscere il suo infinito amore che salva la nostra vita dalla solitudine e dal peccato. Se infatti solo Maria è stata scelta per essere la Madre del Signore, tutti noi siamo stati «scelti» da Dio «prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità» (Ef 1,4). Questo è «il disegno d'amore della sua volontà» (1,5). Insomma, quando Dio stava per donare al mondo la sua stessa vita, attraverso l'Incarnazione del suo Figlio, si è preso la libertà di coinvolgere in modo tutto speciale una donna. Il risultato: una creatura senza peccato, senza la paura raccontata dalla Genesi, anzi colma di gioia e di desiderio davanti di passi e all'iniziativa di Dio, come attesta il vangelo di Luca: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,38). Una forza |

Giovani 

Oggi celebriamo un dogma, un privilegio di Maria, ma soprattutto una festa cristiana che ravviva nella chiesa il mistero della grazia di Dio. È una festa particolare, che ci fa contemplare un aspetto del mistero della Madre di Gesù, non raccontato direttamente dalle Scritture, ma maturato lungo i secoli nella coscienza del popolo di Dio. Maria di Nazaret è immacolata perché è «piena di grazia» (Lc 1,28); con queste parole l'angelo le rivolge il suo saluto. Affinché questa solennità liturgica non appaia come un'assegnazione esclusiva di privilegi, ma tocchi anche la nostra vita, è utile comprendere in profondità il significato di questo dogma. Almeno due aspetti meritano di essere guardati da vicino.
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