In ascolto
“Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore...” Dt 6,4
Ascoltare qualcuno significa aprirsi all'accoglienza, dedicare tempo e attenzione.
Mettersi in ascolto della Parola significa accogliere nel tuo cuore e nella tua vita Colui che l'ha pronunciata per te.


Con mitezza Stampa E-mail
Scritto da fra Roberto Pasolini   

XXII Domenica del Tempo Ordinario - Anno C

Letture: Sir 3,17-20.28-29 / Sal 68 / Eb 12,18-19.22-24 / Lc 14,1.7-14

TO22DoCDopo averci indicato la porta stretta come il luogo in cui è necessario passare, questa domenica il Vangelo precisa pure il modo con cui occorre attraversarlo, per tendere a una vita autentica, ricca di senso e di felicità. Il Maestro Gesù propone la «mitezza» (Sir 3,17) come atteggiamento di fondo, da assumere di fronte agli altri, a Dio e, naturalmente, anche di fronte a se stessi. Una voce assolutamente fuori dal coro, nel palcoscenico chiassoso e rissoso dei nostri giorni, triste scenario dove ottenere un «primo posto» (Lc 14,8) - qualunque e comunque - è il grande mito da tutti inseguito.

 


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Amministratori delegati Stampa E-mail
Scritto da fra Roberto Pasolini   

Giovedì - XXI settimana del Tempo Ordinario

Letture: 1Cor 1,1-9 / Sal 145 / Mt 24,42-51 

TO21G2Noi cristiani viviamo dentro una paradossale tensione, che si è soliti riassumere con le parole già e non ancora. Mentre sappiamo che Dio è entrato pienamente nella storia, dobbiamo tuttavia attendere il suo definitivo ritorno, accettando con serenità una sua apparente latitanza sul palcoscenico della storia. Ad alleggerire il costo di questa non banale attesa abbiamo molti aiuti: i Sacramenti, che rendono attuale ed efficace il mistero dell'Incarnazione, il dono dello Spirito che abita e anima i nostri cuori, la realtà, segno tangibile della bellezza divina. Naturalmente poi abbiamo la presenza degli altri, che sono nostri fratelli. Ciò nonostante aspettare resta esperienza difficile, durante la quale emergono insospettate ombre. Servono luci e punti di riferimento, che la liturgia di oggi sembra offrirci con generosità.


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La porta stretta Stampa E-mail
Scritto da fra Roberto Pasolini   

XXI Domenica del Tempo Ordinario - Anno C

Letture: Is 66,18b-21 / Sal 117 / Eb 12,5-7.11-13 / Lc 13,22-30

To21DoCNon di rado le domande che poniamo contengono già le risposte e manifestano ricche tracce del pensiero che sta alla loro origine. Di questa medesima stoffa sembra essere fatta la domanda che dà avvio al vangelo di questa domenica, con la quale «un tale» (Mt 13,23) interroga il Signore Gesù mentre insegna e cammina «verso Gerusalemme» (13,22): «Signore, sono pochi quelli che si salvano?» (13,23). Una domanda gigante, cruciale a cui il Maestro sceglie di non rispondere, spostando altrove lo sguardo. Non certo per sottrarsi a un difficile confronto, ma per coinvolgerci in una riflessione ancora più interessante.


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Superbia Stampa E-mail
Scritto da fra Roberto Pasolini   

Martedì - XX settimana del Tempo Ordinario

Letture: Ez 28,1-10 / Dt 32 / Mt 19,23-30

TO20Ma2Definita nei dizionari come una «radicata convinzione della propria superiorità» (Devoto Oli), la superbia viene oggi denunciata dalle Scritture come una pericolosa malattia del «cuore» (Ez 28,1), capace di condurci a un vero e proprio delirio, se non di onnipotenza, almeno di tronfia autosufficienza: «Io sono un dio, siedo su un trono divino in mezzo ai mari» (28,2). Il potente «principe di Tiro» (28,2) viene apostrofato con vigore dal profeta Ezechiele, a causa del suo essersi «inorgoglito» (28,5) per le «ricchezze» accumulate, per gli innumerevoli «traffici» (28,5), per gli scrigni zeppi di «oro e argento» (28,4).


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Essere pronti Stampa E-mail
Scritto da Fra Roberto Pasolini   

Memoria di Santa Marta

Letture: 1Gv 4,7-16 / Sal 34 / Gv 11,19-27 

TO_Santa_MartaNonostante l’ampio elogio che il Signore Gesù fa di Maria, accoccolata ai suoi piedi nell’atteggiamento dell’ascolto, la liturgia della chiesa oggi preferisce celebrare il ricordo della sorella Marta. Di lei non viene evidentemente sottolineato l’atteggiamento di dispersione in troppe cose da fare - stigmatizzato dallo stesso Maestro nel vangelo di Luca - bensì la sua squisita attitudine a lasciarsi mettere in moto dalle visite del Signore.


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